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La Finlandia, sana o malata?

Secondo il rapporto delle Nazioni Unite, la Finlandia è il paese più felice del mondo; eppure quasi 850,000 abitanti della popolazione vivono al di sotto della soglia della povertà e rischiano l’isolamento.

Nella misurazione della felicità è stata presa in considerazione il parametro del prodotto interno lordo (PIL): sembra che la felicità finanziaria sia distribuita in modo fortemente iniquo. E anche i valori nel nostro paese sono cambiati in maniera drammatica. Si parla di valori europei, ma cosa sono? L’avidità è forse ormai parte integrante dell’identità europea e finlandese contemporanea?

Purtroppo l’avidità è l’essenza fondamentale dell’uomo. Prima si provava vergogna, ma oggi viene addirittura considerata una virtù tale da idolatrare uomini e donne che si collocano in cima alla classifica del fisco in relazione ai loro vertiginosi guadagni, a prescindere dal campo lavorativo.

Nel settore sanitario, per esempio, vi sono strutture in cui il lavoro è svolto con cura e dedizione; altre che invece sono inappropriatamente gestite da società multinazionali e anonime quotate in borsa, e senza scrupoli. Quest’ultime hanno ovviamente l’interesse a trarne il massimo profitto, intervenendo sull’aumento del costo per le cure ospedaliere o sulla diminuzione della forza lavoro, o anche abbinando entrambi. Tuttavia, quando persiste una condizione in cui l’avidità ha la meglio, a discapito del rispetto per la dignità umana, un semplice provvedimento sul personale di assistenza ospedaliera non è sufficiente a ripristinare l’equilibrio.

La Finlandia diventerà sempre più un paese malato, se non si pongono i limiti all’avidità. Le persone fisicamente sane, i benestanti e le persone di successo non sanno cosa significhi avere bisogno di aiuto. Eppure sono soggetti alla vecchiaia e l’eventuale malattia anche loro, nonostante le proprie quotazioni in borsa.